memento

Posted in memento, Uncategorized with tags , , on 2 aprile 2014 by jackilnero

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre

niente, non avevo un bloc-notes…

Con i vetri nelle mani

Posted in La Ricerca del Relativo, Mondo with tags , on 10 marzo 2014 by jackilnero

E’ appena notte e non ho voglia di fare nulla.
Di dormire, di giocare, di suonare, di fare l’amore, di leggere. Sono un rottame cerebrale. Mi capita raramente, ma capita. Tra un po passerà. Mentre penso che dovrei dormire ma mi va di accendere la luce e guardare il soffitto, però poi non l’accendo e fisso il buio fuori e dentro, ragiono. Più o meno.
Penso che quando una persona entra nella tua vita non sai cosa succederà. Se sarà importante o meno, se è cortese , se è lunatica, se è vegetariana, se va in giro in tuta. C’è un attimo in cui mi immagino che ti tenda la mano, socchiusa, e in genere tu la stringi per educazione, a meno che tu non abbia visto farci cose disdicevoli poco prima, tipo infilarsi le dita nel naso (ho visto rifiutare una stretta di mano per questo motivo ed è stato un momento importante di crescita formativa).
C’è chi dice che da come uno ti stringe la mano si capiscono molte cose… A me viene in mente sempre dopo che l’ho stretta.
Comunque, puoi ricevere una stretta frettolosa, o una calda e rassicurante o una insicura e sudaticcia.
A volte mi capita di aver paura che l’altra persona abbia dei pezzi di vetro nelle mani, proprio infilati.
Ma la stringo lo stesso eh… ci mancherebbe.
Che ci scorra il sangue non è un problema, bisogna solo vedere se ne vale la pena.
Quasi sempre si.

Il babau non esiste

Posted in Big Pharma, Disgusto, Mondo with tags , , on 14 febbraio 2014 by jackilnero

Sospetta collusione aziende farmaceutiche

Ma a volte si. Senza estremismi o allarmi.

Cercherò di seguire la vicenda.

sogni scritti

Posted in Libri, Sogni with tags , , on 14 febbraio 2014 by jackilnero

Ricordati che un uomo, prima di essere padre, è un bambino

Che cosa voglia dire, non ne ho idea.
Però era la frase centrale da cui partiva il libro che mi avrebbe reso famoso in tutto il mondo e quando l’ho scritta ho quasi pianto. Poi questa mattinaaaa, mi son svegliatoooo … e curiosamente invece di dimenticarmi tutto il sogno come succede sempre mi è rimasta questa frase in testa, anzi no, di più, mi sono svegliato mormorandola.

Che cosa voglia dire, come dicevo, non ne ho idea.
Nel senso che ho trovato due o tre significati diversi, ma non so quale sia quello vero. Ma tanto mica devo pubblicare un libro.

 

 

Cose da ricordarsi

Posted in Disgusto, Personale, Società on 10 febbraio 2014 by jackilnero

Eluana, una storia trise

Così, già che siamo nei giorni della ricorrenza (5 anni dalla sua morte)… mi è tornata la rabbia, il disgusto e l’idea che la religione faccia male, tanto male.
Così, in questo mondo interconnesso, lascio a memoria che:

1. se crepo , voglio donare gli organi
2. se non crepo ma peggio resto in coma/statovegetativo o ancora peggio , cosciente ma incapace di comunicare, voglio e pretendo che mi lascino andare.

Si lo so, Allegriaaaaa …

Momenti

Posted in Vento ... on 20 gennaio 2014 by jackilnero

A volte mi capita di voler dire una cosa, ma se passa troppo tempo si trasforma in “no , niente”.
A volte mi succede anche con i post. Ultimamente, spesso.

Quindi dico questa cosa e la posto subito. Non avrò più niente da dire?

una vita in salita

Posted in ichi-go ichi-e, La Ricerca del Relativo, La Valle, montagna with tags , , on 22 settembre 2013 by jackilnero

Certi giorni hanno una luce magica, ti predispone al pensare.

L’ho incontrato di nuovo, coi suoi pantaloni che fanno molto secolo scorso e probabilmente lo sono, il maglione anche quando il sole è tiepido, le sue gambe e il suo bastone, il suo incedere lento e costante, la testa che guarda basso, la bocca chissà cosa mormora.
buongiorno, buongiorno, il tempo, la fatica, il sole, il vento, la salute e speriamo sia un inverno mite, buongiorno,arrivederci.

E via , io giù che ritorno, lui in su che va, come chissà quante altre centinaia di volte. E alla prima curva, si scorge piccola la panchina dove si riposerà un pò, prima di tornare giù anche lui. La panchina dove non molti anni fa è morto il suo amico Beppe, dopo una vita in salita, come lui, tra il lavoro, il freddo della montagna e le sue stagioni così belle.

 

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