le donne sul lavoro

Se non sei attraente secondo i canoni maschili ti sfottono dandoti della racchia, se sei bella come una bambola ti trattano come se lo fossi, se sei intelligente ti accusano di arroganza.
È un metodo molto efficace ed efficiente, perché è duttile e perché è praticato da tutti, sempre e ovunque. Se le donne faticano a scalare le posizioni lavorative, a conquistare una visibilità sociale o a essere autorevoli con la loro scrittura sul web, una grande responsabilità è da imputare a questa pratica intimidatoria indiscriminata che, vi assicuro, non è da sottovalutare

questo pensiero mi è piaciuto e lo trovo molto, troppo reale. In dimensioni un pò più chiuse e provinciali viene esternato anche molto facilmente e non so se sia meglio o peggio di quando è cammuffato e impalbabile per i corridoi del potere.

Motivo in più per apprezzare ogni briciola di rispetto che una donna si guadagna a fatica sul lavoro.

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11 Risposte to “le donne sul lavoro”

  1. E’ difficile, difficilissimo distaccarsi dai canoni di giudizio che sono radicati nella nostra società; e non sono, come sostengono le estremiste del femminismo (che fanno più danni che altro), gli uomini il nemico da cui dobbiamo guardarci: il nemico sono i pregiudizi che condizionano allo stesso modo uomini e donne.
    Indipendente da questo, la superbia e la sicurezza di se stessi sono sempre concetti difficili da distinguere. Quello che è facile invece, è sputare sentenze nei commenti.

  2. Sarà, ma la Boschi (per dire) sembra più scema che intelligente. Il motivo? Si comporta come una brava scolaretta che ha fatto i compiti a casa e non vede l’ora di dimostrarlo. È la pecca della maggior parte delle donne, quella di cercare di piacere a tutti perché si è buone, brave e belle. Zelantine e noiosine, in attesa di approvazione, cosa della quale il sesso maschile è abituato a fare a meno. E già si parte male. Non a caso, ci tengono tanto a mettere in mostra la loro femminilità, specie in un ambiente maschile, in un tripudio di gonnelline al ginocchio, tacchi alti, messe in piega, camicette con le ruches, le geishe della politica. Invece, le cretine, non si rendono conto che i signori uomini sono prevalentemente brutti, prima che potenti. È il potere che li rende belli agli occhi altrui. Non a caso, il potere è un’astrazione. Prescinde dal genere di appartenenza. Il giorno che la maggior parte delle galline ci arriverà è ancora lontano. Pure tanto.

    • P.S. La Merkel, invece, ci è già arrivata. CVD.

    • Sulla prima parte sono d’accordo: se uno sembra scemo per come si comporta ci sono buona probabiltià che sia scemo (anche se non è detto). E non ha nulla a che vedere con il maschilismo o i canoni estetici, vale per tutti.
      Sul resto non saprei, immagino si possa valutare caso per caso.

  3. Se mi permetti, vorrei parlare in francese. So che lo detesti, ma in questo caso è d’obbligo.
    Dove lavoro io, la meritocrazia non esiste, in nessun ordine e grado. Vince solo chi (si) dona.
    E non parlo solo dello straordinario fatto gratis, parlo delle promozioni elargite allegramente a donne che hanno elargito allegramente prestazioni extracurricolari (spero almeno acrobatiche).
    Al che mi son venute in mente un paio di scorciatoie per cercare per lo meno di avvicinarmi a casa: tagliarmelo e diventare donna, oppure imparare a fare i *****.

    Non accetto risposte pseudomoraliste, ché ne ho piene le scatole, ma solo commenti camerateschi.

    • non c’è molto da dire Reggie, sono brutte realtà e forse anche molto comuni.
      Credo che l’errore sia alla concezione di base della discriminazione sessuale. Infatti questo mondo non è brutto o bello a seconda della propria sessualità, (non serve tagliarsi il salsicciotto) ma a seconda del valore della persona che lo guarda. La persona meritevole e integerrima, uomo o donna che sia, purtroppo a volte si vede scavalcare dai ruffiani, punto.
      Mi è sfuggito il fatto del “francese” , sono un pò tordo mi sa..

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