Archive for the Donne Category

le donne sul lavoro

Posted in Donne, femminismo, lavoro with tags , on 19 novembre 2014 by jackilnero

Se non sei attraente secondo i canoni maschili ti sfottono dandoti della racchia, se sei bella come una bambola ti trattano come se lo fossi, se sei intelligente ti accusano di arroganza.
È un metodo molto efficace ed efficiente, perché è duttile e perché è praticato da tutti, sempre e ovunque. Se le donne faticano a scalare le posizioni lavorative, a conquistare una visibilità sociale o a essere autorevoli con la loro scrittura sul web, una grande responsabilità è da imputare a questa pratica intimidatoria indiscriminata che, vi assicuro, non è da sottovalutare

questo pensiero mi è piaciuto e lo trovo molto, troppo reale. In dimensioni un pò più chiuse e provinciali viene esternato anche molto facilmente e non so se sia meglio o peggio di quando è cammuffato e impalbabile per i corridoi del potere.

Motivo in più per apprezzare ogni briciola di rispetto che una donna si guadagna a fatica sul lavoro.

l’articolo

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libere professioniste

Posted in Donne, Proposte, Prostituzione with tags , on 20 agosto 2013 by jackilnero

Non ho molto tempo per scrivere ultimamente, ma al solito mi segno un articolo ben fatto, anche se un po fazioso.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/20/prostituzione-proibire-o-legalizzare-ecco-le-regole-nei-paesi-europei/685290/

perversioni

Posted in Donne, Shopping, uomini & donne, Varie ed eventuali with tags , , , , on 21 febbraio 2013 by jackilnero

“Ho preso una magliettina troppo carina”
“eh , bene …”
“E’ larga qui , le spalline  che cadono…”
“Oh-oh-oh .. frena frena!”
“..si..?”
“Non stai per descrivermi un vestito vero? Un …vestito”
“……si …… ?”
“Ma sei deficiente? Un vestito? Già mi annoia vederli addosso ad una donna, secondo te me li faccio anche descrivere? E’ da malati mentali dai, smettila subito!”
“…”

Le donne e la faccia come il cuculo

Posted in Donne, Varie ed eventuali on 17 maggio 2012 by jackilnero

Spuntato da straffi e gent.ma piumedangelo mi viene da segnarmi un’esperienza di vita di qualche anno fa, che scriverò a tranche mentre il pc borbotta per le elaborazioni…

Una certa famosa città toscana, prima decade del secolo.

Lei è caruccia. Alta, bel fisico da giocatrice, occhi azzurri. Ma belìn che carattere!  (so che il termine non è molto toscano, ma nelle nostre zone bastarde si sentiva anche quello).
E cosi tra un trasporto amoroso e una cena, giù discussioni su qualsiasi cosa. E la pizza migliore, e magistratura e politica, e i colori degli stemmi araldici, e sto par di occhiali!
Ok , se non avessi sempre avuto il vizio di innamorarmi o credere di essere innamorato ogni volta, almeno la prima ora,  forse non sarebbe andata avanti più di qualche giorno ma tant’è …

Insomma ennesima discussione, serata a rischio di sfumare (ero gggiovine, le mie mire erano grette e venali). E cosa peggiore di tutte, questa volta avevo torto io. Torto marcio. Ma mi aveva fatto le meches ai testicoli! Lei mi sta ancora urlando dietro quando mi viene in mente di giocarmela.

Non può funzionare
…testardo e polemico, non succede che…”
Beh ma cos’ho da perdere? si incazza ancora di più e ci salutiamo, forse per sempre, ma pazienza.
…mostrami almeno il rispetto delle opinioni …
Mah, mi sembra molto da film, è troppo ridicolo …ad ogni modo
…e non fare quella faccia! cosa cazzo stai pensando?????”
Ci siamo.

“niente , è che … ”
“cosa?”
“E’ che sei bellissima… davvero.”
Ecco so che per dovere di cronaca dovrei raccontare per filo e per segno le poche cose che ricordo, ma non riesco a farlo per due motivi:
1. Mi vergogno. Erano veramente oltre il limite della paraculaggine
2. potrebbero essere strumenti pericolossissimi in mano alle persone sbagliate.
Dirò solo che sono uscite dalla mia bocca frasi che mi rimbalzavano sui denti tanto erano di plastica e vuote. LEccare il culo ancora non rende l’idea.

“…”
Silenzio.
Ok è andata male, ora mi ride in faccia e mi chiede se sto insultando anche la sua intellig…
“davvero?”
“eh?”
“no dico .. davvero lo pensi?”
“Ehr… certo … cioè non nel senso… si insomma , dai senti…”
“sei uno scemotto sai?”
“O_O”
“perdiamo tempo qui , io non avevo capito sai … cioè , scusami a volte mi faccio prendere, non volevo esagerare…”
“……no ma guarda senti…”
“nono hai ragione guarda… andiamo a casa?”

Insomma, io e la sig.rina Tappetino sottobraccio ci avviamo sul lungofiume, lei sognante io ancora incredulo, e con le chiavi del mondo in tasca. Certo, non per tutte, ma all’improvviso, ripensando a tutte le spavalderie dei compagni di bevute cui facevo fatica a credere, alle lacrime di intelligentissime e sensibilissime amiche col cuore infranto, capii che erano le chiavi per una buona parte dell’altra metà del cielo.
Non per un masnada di ochette adolescenti e superficiali, ma per tutte quelle breccie negli animi di ragazze intelligenti, con le palle direi, che per la necessità di fare buon viso a cattivo gioco, nascondono le loro chiavi dove pensano non si possano trovare.
E qui si potrebbe definire per sommi capi la figura dello “stronzo”, ma credo che ognuno abbia la sua idea.

Quanto a me, presi quel qualcosa dalla tasca, lo lanciai nell”Arno e tornai a casa. Ci lasciammo pochi giorni dopo.