Archive for the Personale Category

Ieri era un bel giorno

Posted in Musica, Personale with tags , , on 11 novembre 2014 by jackilnero

Ieri sera tornato a casa mi sono detto “perchè no?”. Ero solo, e avevo un pò di tempo, come non capitava da mesi.

Drogarsi non è poi così immorale come si vuol far credere ed è più diffuso di quanto si possa pensare, lo facciamo tutti i giorni, in modi più o meno costruttivi.

E così ho preso i crackers aperti che erano lì , quelli del giorno prima, che non croccano più ma non hanno ancora quel sapore che ricorda vagamente la muffa e ho pulito l’ultimo pezzo di formaggio, senza tagliarlo a fette, così, a morsi, senza il piatto.

Non sono stato a scegliere l’album giusto, l’avevo già deciso prima di chiedermi “perchè no?”, ho solo dovuto cercarlo perchè i cd ormai dal trasloco non sono più in ordine alfabetico.

La nostra stronza di una cagnetta non sembrava curarsi di potermi rovinare il momento e continuava ad uggiolare in attesa della padrona. L’ho chiusa fuori dal salotto. Fanculo anche te. La gatta invece mi guardava soddisfatta, un pò per lo smacco subito dalla sua rivale un pò perchè sentiva che c’era qualcosa nell’aria.

Ho premuto il tasto triangolare dello stereo e mi sono deduto sul divano, a sgranocchiare lentamente e assaporando i suoni. L’ultima volta che mi ero ascoltato i Pink Floyd così non era un bel momento. Ieri si, era un bel giorno, ed era mio.

“Astronomy Domine” mi ha portato via per un pò , toccandomi, offrendomi la dose di cui sentivo bisogno da tanto tempo. E niente, è così, certe cose stanno sull’Olimpo, e ai suoi piedi ci siamo noi.

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felici e contenti (speriamo)

Posted in matrimonio, Personale with tags , , , on 22 ottobre 2014 by jackilnero

E alla fine dopo tanta attesa (tipo 10 minuti) arrivò la principessa …

al castello

E vissero insieme felici e contenti. Poi tornarono a casa, coi panni da lavare, la cena da fare , il cane da pisciare… ma questa è un’altra storia, e ve la racconterò un’altra volta ( ma anche no).

Prepararsi ed aspettarla…

Posted in matrimonio, Personale, photo, wedding with tags , on 12 settembre 2014 by jackilnero

Dato che ho ricevuto minacce di morte anche in via privata, eccone un paio del “prima” … a breve le altre … 😛

stringi stringi

stringi stringi…

l'attesa...

l’attesa…

Passo e chiudo. Almeno per un pò.

Posted in blog, Personale, Vacanze with tags , , , , on 3 giugno 2014 by jackilnero

Eh già …
Tra un paio di settimane, il giorno in cui è nato Guccini, o Che Guevara se preferite, sarà anche l’ultimo giorno in cui potrei scrivere “celibe” su un documento ufficiale.

Detto ciò rassicurerei i miei pochi avventori che non sono crepato (spero), non ho abbandonato questi lidi e non sto male (spero).
Semplicemente non mi vedrete per un mesetto bello e buono tra ultimi preparativi, cerimonia, partenza, honeymoon e rientro.

Eh già …

 

 

 

Cose da ricordarsi

Posted in Disgusto, Personale, Società on 10 febbraio 2014 by jackilnero

Eluana, una storia trise

Così, già che siamo nei giorni della ricorrenza (5 anni dalla sua morte)… mi è tornata la rabbia, il disgusto e l’idea che la religione faccia male, tanto male.
Così, in questo mondo interconnesso, lascio a memoria che:

1. se crepo , voglio donare gli organi
2. se non crepo ma peggio resto in coma/statovegetativo o ancora peggio , cosciente ma incapace di comunicare, voglio e pretendo che mi lascino andare.

Si lo so, Allegriaaaaa …

Peccato, troppo tardi

Posted in ichi-go ichi-e, La Ricerca del Relativo, Personale, Uncategorized, Vento ... with tags , on 28 dicembre 2012 by jackilnero

>>Colonna sonora: “Bye Bye, Bombay” – Afterhours

Lui era seduto al banco a prendere il solito caffè schifoso, come negli ultimi 3 anni circa. Immerso nei suoi pensieri notava appena quando entrava qualcuno e pensava a come organizzare la giornata e i prossimi appuntamenti

“Oh signorino, pensieroso oggi?”
Shirley lo guardava divertita col suo solito mezzo sorriso e quell’orecchino al posto sbagliato, proprio alla fine di quel sorriso. Non si chiamava Shirley, ma quei suoi boccoli biondi le avevano trovato il soprannome prima che lui sentisse (non le chiedesse) il suo vero nome mentre la chiamava un cliente. Non era forse bella, ma aveva qualcosa. Anzi, Qualcosa. Qualcosa che ti faceva girare. E lui si stava accorgendo solo negli ultimi tempi che per quel Qualcosa si era costretto a bere tra i 1500 e i 2000 caffè dal gusto orrendo. Ma l’avrebbe capito con certezza di li a poco.
“Come al solito. Mica vado in giro a sculettare e farmi fischiare dietro da tutti , io!”
“scemo … comunque dura ancora poco!”
“cosa che sculetti? oramai l’età…”
“ma tu non stai mai serio?”
“potendo, mai”
Era vero. Era un po’ autodifesa, un po’ voglia di tirare fuori i sorrisi ed i colori alle persone, un po’ il suo cuore di bambino quando non pensava al lavoro o alle grane. E sin da piccolo tutti gli dicevano che ispirava tranquillità. Non aveva mai capito come fosse possibile…
“bhe, comunque me ne vado. Mi trasferiscono.”

>>Ecco, qui comincia il giro di basso della canzone… da ascoltare al massimo volume consentito … che ti prende alla pancia, il posto dove solitamente alberga l’energia, o la paura.

Lui sente che gli è diventata la pelle grigia. Pensa per un attimo di fingersi indifferente e rispondere con un distaccato “ah davvero?” , ma senza energia gli esce un rantolo ancora più disinteressato. Lei ci resta male e si morde l’orecchino. Cosa che, se l’orecchino fosse al suo posto normale come suggerisce il nome, sarebbe notevole. Invece accentua la delusione dei suoi occhi verdi, assumendo quasi la temibile posa del “labbrino mogio”.

>>”Io … non … tremo … è solo un po’ di me che se ne va”

All’improvviso non c’è più tempo, è troppo tardi. Lei se ne va, e lui non le ha mai raccontato di aver cercato casa sua per capitarci casualmente a passeggio ma di non averla trovata sotto la pioggia, di quanto facessero schifo quei caffè, della copertina del cd dei dEUS che le aveva lasciato sul bancone. Ichi-go ichi-e, ogni incontro è irripetibile. Non ci sarà un’altro momento.

“ehhaii … euunaaa..”
“cosa?”
“no dhhicooo…. hai per caso un cellulare che magari , puoi darmi , se vuoi eh , ma non il cellulare , il numero .. cosi ci si sente, se ti va.. uscire… noi .. te… “
“Per caso”.
Cazzo “per caso” avrà un cellulare? e poi meno male che hai specificato “il numero”, se no ti dava direttamente il telefonino, mentecatto… e mentre lui vorrebbe sprofondare sotto lo sgabello , lei ride e scioglie il mondo in colori biondo ambrati, pensado che lui avesse fatto una delle solite battute.

“Ehi, e ci hai messo tre anni per chiedermelo??”

>>Esplode il finale di chitarre e cori

Racconto liberamente tratto da episodi di vita vissuta… tornati in mente recentemente al chiaro di una birra.

che pessima giornata

Posted in Personale, Vento ... on 31 maggio 2012 by jackilnero

L’Ieri è partito male.

Il giudizio delle persone fa male, dovremmo stare molto attenti ad abusarne. Dico “abusarne” perchè credo che l’utilizzo sia invece comunemente implicito in ogni nostra osservazione o apprezzamento. Non credo che, a meno di essere spiritualmente e moralmente estremamente elevati, siamo davvero in grado di dire “questo non è male, è solo diverso da me”. O almeno riusciamo in piccola parte e solo per certe cose. Non necessariamente piccole.

Ed eccomi calato (o meglio svegliato, visto che forse è sempre stato cosi) in una realtà dove respiro invidia, malelingue, sospetto. Nascosti dietro sorrisi e richieste di informazioni su come e dove passerò le vacanze, che bello ci sono stati miei amici che quest’anno invece blablabla…

Ed io? Io più peccatore di loro. Giudico, disapprovo, mi scandalizzo. L’unica differenza forse è che non ho ancora imparato a stare al mondo e mi si legge in faccia. “Guarda che lo vede che non riesci a fare buon viso al suo cattivo gioco” “Chi, quello che sta vendendo sua madre e sta solo pensando quanto valgono i nostri deretani? Oh, non me ne ero accorto…”

Amarezza, solitudine, schifo.

Poi viene la sera.