Archive for the Film Category

Il pubblico di “Into the wild”

Posted in destra, Film, ichi-go ichi-e, sinistra, Società on 25 agosto 2014 by jackilnero

Giuro su mio zio morto che sto cercando le foto del matrimonio .. nel frammentre un quesito ogni tanto mi coglie:

Il pubblico di “Into the wild” si spacca in due (A e B) , e poi una metà di nuovo in due (non ci sono spoiler, potete leggere anche se non avete visto il film):

La prima divisione è tra (A) chi non capisce proprio il senso del film (E’ noioso, non succede niente, lui è un cretino, è insulso) e (B) chi lo adora e ne resta fortemente colpito (E’ pazzesco , è intenso, profondo, vero).

La seconda divisione riguarda il gruppo B, ed è tra chi adora, ama e piange per il portagonista, sentendolo fratello , e chi lo considera un cretino, un superficiale, un egoista, un viziato.

Ecco, al di la della seconda divisione, in una mia piccolissima mini-statistica mi chiedo: è davveramente vero che il gruppo B possa corrispondere indicativamente ad un gruppo di persone tendenzialmente di sinistra, con velleità artistiche di qualche tipo, un pò più introspettivo mentre il gruppo A sia indicativamente composto da persone un pò più di destra, più pragmatiche e meno suscettibili a drammi interiori (leggasi anche segamentalismo).

Non è una questione di giudizio, amo e odio persone di entrambi i gruppi … solo curiosità. Se qualcuno lo ha visto o conosce gente che lo ha visto mi dice se ha avuto gli stessi riscontri?

 

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Invictus

Posted in Film, ottimismo, Società, Vento ... on 25 agosto 2011 by jackilnero

I am the master of my fate:
I am the captain of my soul

Film memorabile, mi sto appassionando alle direzioni di Clint Eastwood. Al di la del film, molto bello, vengono toccati dei tasti molto sensibili per alcune persone. E guardando la mia povera Italia, guardando come è ridotta, penso sempre che siamo messi male, ma non malissimo… basterebbe cosi poco per risollevarsi. O almeno a volte mi piace crederlo.

Ma come dice Mandela/Freeman nel film “Se io non so cambiare quando le circostanze lo impongono come posso chiedere agli altri di cambiare?”

Happiness only real when shared

Posted in Film, Personale on 30 giugno 2011 by jackilnero

Ci sono serate che semplicemente non sono adatte per un certo film. La prima volta che vidi “il grande Lebowsky” ero in condizioni psicofisiche non ottimali, assonnato e poco attento. Ne ebbi un vago ricordo di commedia poco avvincente per anni, quando per caso lo rividi e mi accorsi che era un capolavoro.

Non ho voluto commettere lo stesso errore per “Into the Wild“, visto che alcuni autorevoli amici me lo avevano consigliato con tanto di tipiche esclamazioni che accompagnano i commenti su un film davvero bello, del tipo “aaaahhh” o “oorrfhhh“.

Cosi, dopo un paio di mesetti che ci giravo attorno, ho trovato la sera adatta. E ho fatto bene.
La storia vera (quando si dice “storia vera” mi sale subito il livello di attenzione, non so perchè) di Christopher McCandless, giovane statunitese che appena laureato abbandona il mondo comodo, ricco e superficiale , la sua famiglia e la vita alla quale sarebbe stato destinato per partire.
Parte alla ricerca della verità , del senso della felicità , soprattutto di se stesso.
Armato di questa passione per la ricerca, dei suoi autori preferiti come Jack London (il richiamo della foresta) e Thoreau (Walden, ovvero la vita nei boschi) la sua personale Odissea lo porterà a contatto con tante persone, da cui riceve e a cui regala attimi di intensa umanità. Meta è l’Alaska, terra selvaggia ed inospitale per antonomasia.

La sua ricerca avrà dei risultati, che non anticipo, riassumibili in una delle annotazioni riportate a margine dei suoi amati libri, che in attimi drammatici gli giunge come quasi illuminazione e senso ultimo della vita: “Happiness only real when shared“.

Tantissime cose mi sono rimaste impresse di questa storia, diretta da Sean Penn in maniera magistrale. A cominciare dalla fotografia, cui è stata data importanza primaria, dovendo esprimere con delle immagini le sensazioni e i messaggi che ogni luogo offriva a Chris fino alla musica, con una delle voci più ipnotiche degli ultimi anni, Eddie Vedder, che scrive ed interpreta pezzi memorabili.

Un mio amico mi ha obiettato che dopo un po’ si è annoiato perchè “non succede nulla”.
Ecco, precisiamo effettivamente che non è un film per tutti. Se si guarda alla superficie, al mondo che Chris abbandona, non succede nulla e buttereste del tempo.
Se invece ci si unisce alla ricerca interiore di Chris, perchè in fondo in fondo qualcuno di noi qualche domanda simile l’ha vissuta, o magari ha paura di pensarci perchè teme la risposta … ecco, questo è un film in cui succede di tutto, in cui il messaggio che Dante affida ad Ulisse del “seguir virtute e canoscenza” riaffiora annullando il tempo, in cui si spera di aver raggiunto un qualcosa che ci impedisca di prendere lo zaino e andare anche noi a cercare dove ci siamo persi

Possibile un nuovo regime ? “L’Onda” ..

Posted in Film, Società on 17 marzo 2009 by jackilnero

Non so come sia riuscito a resistere davanti alla tele mentre scorrevano i titoli di testa in tedesco ( pure il titolo “Die Welle” , ma non potevano tradurlo?!?) … alla fine pero’ l’ho visto tutto e devo dire che anche se magari non è eccelso come regia e realizzazione, è davvero un gran bel film per idea, contenuti e spunti.
Die Welle

Senza rovinare ne dare troppe anticipazioni a nessuno è un film che forse un po’ esageratamente propone diversi temi , primo fra tutti la domanda “Davvero non si potrebbe ripetere un fenomeno dittatoriale nelle nostre società?”
Tanti gli aspetti toccati … carini i temi dell’insegnamento “il potere attraverso la disciplina”, “il potere attraverso l’informazione” etc etc , che ricordano un po’ l’Inghilterra di V per Vendetta, reso benissimo la creazione ed il rafforzamento dell’idea di Gruppo che certi movimenti danno e -anche se non esplicitamente a parer mio si vede bene- la necessità di creare un Nemico per sentirsi più uniti e forti, centrale e definitivo sia l’effetto che si puo’ avere con certi metodi sulle menti più deboli (i più infervorati) sia l’effetto sulla massa ( la più pericolosa).
Consiglio davvero la visione. Al di la del concetto il film è scorrevole e a tratti appassionante.

Due ultimi pensieri miei:
1- Mi ha colpito come hanno reso le scuole e soprattutto le scolaresche tedesche: se sono davvero cosi, non è che il luogo comune dei tedeschi più inclini all’inquadramento non sia in fondo un po’ vero?
2- I temi sono sempreverdi ma … sto diventando troppo vecchio per immedesimarmi in certi contesti, e l’effetto dei film ne è direttamente condizionato !!! ç_ç sigh

edit: a volte il caso ….. Link tristissimo