Via Paolo Fabbri, 43 / parte 1

So che avevo promesso che ne avrei scritto per bene e meritevolemente, ma per una di quelle combinazioni di fatti, misfatti, battibecchi e ripensamenti che solitamente si sentono riassumere in una bestemmia e che NON riporterò ne in forma contratta ne per esteso, ho cestinato tutto il miniracconto che avevo fatto.

Indi ragion per cui, mi lmito ad appuntare sul mio diario che la missione di stalking che ci eravamo prefissati con obiettivo Francesco Guccini è andata a segno.

Assieme alla mia DolceMetà (d’ora in poi teneramente DM®), appassionata del Guccio da troppi anni, siamo partiti alla volta dello sperduto paesino a 5 ore da qui nell’ appennino toscano, armati solo di un cesto di prodotti tipici, una torta e dita incrociate.

Dopo aver trovato la casa e aver avuto veramente la faccia tosta di presentarci alla sua porta una domenica pomeriggio di Luglio siamo stati premiati con un invito a casa ed una piacevole chiaccherata col Maestro.
DM era emozionata e felice, io ero contento ma attento a cogliere qualsiasi segnale di fastidio che, onestamente, avrei potuto capire. E invece dopo i primi convenevoli mi sono accorto che le sue pause erano semplicemente sue, non dovute a nient’altro. E abbiamo parlato dei suoi libri, del prossimo album, del suo dialetto che è stranamente simile a quello della mia anarchica città natale, anche se relativamente lontana.

“Tel parl l dalet?”
“eh, poc e nient”

E poi dei posti da visitare, dell’appennino, della sua infanzia, di dove andare a mangiare la sera (particolare che si rivelerà decisamente importante).
Francesco Guccini. Bah… sono assolutamente contrario a qualsiasi deificazione della fama e del successo (lui non mi sembra da meno nonostante abbia entrambi), ma per persone eccezionali come Francesco questa cosa nemmeno si sente. Sei li a sorridere alle sue parole, alle sue immense umanità e umiltà, alla poesia che è in grado di tirare fuori da qualsiasi cosa. Cosi con qualche risata, una foto e un sincero, grande abbraccio, ce ne siamo andati col sorriso dentro.

La cosa potrebbe essere finita cosi, una visita e un bel weekend, ma c’è qualcos’altro che sicuramente vale la pena di raccontare…

 

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28 Risposte to “Via Paolo Fabbri, 43 / parte 1”

  1. Ultimamente lo stalking è un’attività che va molto di moda, se ne parlava giusto un paio di sere fa io e Lacorta (shhhh, non diciamole che l’ho chiamata così). Secondo me comunque tutto st’internet e social network e twitterare hanno molto agevolato il processo: insomma prima era molto più complicato rintracciare la vittima. Comunque, bravo, c’hai avuto fegato e, anche se non sono una fan di Guccini, un po’ ti invidio, soprattutto per non essere stato deluso dalle aspettative.

    • Ahahahaha … Lacor… ehm…

      Ti posso assicurare che questa volta è tutto frutto di sane vecchie investigazioni di una volta: autobiografie, interviste, libri … la vittima era stata accuratamente studiata ed individuata da anni.
      E si, le aspettative sono state ampiamente soddisfatte, anche e soprattutto alla luce della seconda parte del post che in settimana pubblico, che ha reso l’incontro ancora più memorabile.

    • faccio finta di non aver letto e mi ritiro nel mio fungo.

  2. scusa, ma perché hai linkato la definizione di stalking?
    chi siamo noi, i figli della decerebrata?

  3. piumedangelo Says:

    “i figli della decerebrata” prendo nota e metto in repertorio… Jack stampo il post (sia mai che si venga a scoprire che anche io ho un microblog) e lo faccio leggere a PulcioA che da sempre è un grande fan di Guccini, posso? 🙂

    • assolutamentissimamente si, figurati.

      Ma se preferisci, ti mando in privato quello che ha scritto DM: da buona fan è molto più lungo, mooooolto più dettagliato e molto più sentito.
      Scherzi a parte, se fossi un fan all’ennesima potenza del Guccio lo leggerei volentieri.

      • piumedangelo Says:

        uh si sarebbe proprio bello, se a lei non dispiace ovviamente! Sai non gli faccio mai ascoltare i suoi CD quando sono a casa anche io perchè mi mette malinconia e .. ok .. lo dico: piango come una pirla ( così sembra che io sia sempre in lacrime.. va beh), per cui sarebbe una bella sorpresa. In privato, cioè mail?

      • glielo chiedo , ma non credo proprio le dispiaccia 🙂

        No no, in privato te la porto a casa ovviamente…. ma facciamo che te le anticipo via mail intanto ok? 😛

      • piumedangelo Says:

        ma dai!! intendevo come ti faccio avere la mia mail! 😛

      • la vedo quando posti … a te non arrivano le notifiche via mail quando posto da te ?

      • piumedangelo Says:

        ah aspe che guardo, io non sono molto tecnologica..

      • piumedangelo Says:

        ehm ho cancellato tutto 😦

      • no problem, ti ho scritto io … arrivata mail?

      • piumedangelo Says:

        si ti ho risposto ora.. questo è uno di quei momenti in cui mi sento veramente una Phoebe di prima categoria! 🙂

  4. Sappi che quando mi stabiliró in casa Guccini in pianta stabile, il tuo nome salterá fuori 😛

  5. […] …dopodichè, ce ne siamo andati. Al vecchio mulino dove Francesco era cresciuto, a Pistoia e in giro per l’Appennino. […]

  6. simmuccia Says:

    di una tenerezza commovente. 🙂 che bravo che sei stato. 🙂

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