Hit the road, Jack

Col tempo prima o poi ti accorgi che mollare tutto e andare in India o in Australia diventa sempre meno probabile, anche se dirlo non ha perso il suo fascino. Beh, andare me ne sono andato da dove volevo.
Mi chiedevo solamente, lo faro’ ancora? e saprei farlo?


E perchè ce ne andiamo? Non arriveremo mai ?

Io sono felice. no?
Forse il segreto di essere felici è sapere di esserlo? sicuramente, uno dei motivi dell’essere infelici è pensare di esserlo.

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21 Risposte to “Hit the road, Jack”

  1. piumedangelo Says:

    mm io non penso di essere infelice: quindi non lo sono. no? sono felice. si? a tratti. e non arriverò mai perché in realtà non me ne sono mai andata…ehm.. ok, basta parlare al vento.. sono contenta che tu sia felice, mi piace questa canzone.

  2. simmuccia Says:

    La felicità è uno stato momentaneo, una “vertigine” (cito Bersani il cantante) piccole gocce distribuite più o meno a casaccio e in quantità in genere esigua nell’arco della nostra vita. In genere la situazione ottimale è “non essere infelici”, periodo sicuramente più presente in media, più duraturo, e da preferire lungamente allo stato di “infelici”, ma te ne accorgi e lo capisci bene solo quando sei, appunto, in quest’ultimo stato.
    Detto questo: cambiare luogo aiuta, ma cambiarlo continuamente è inutile. La serenità è dentro di noi, non fuori.
    Fatto il pistolotto, me ne vado a pranzo ;-)p

  3. La felicitá é dentro di noi, il mondo ci dá gli spunti per esprimerla.
    O almeno, cosí la vedo io.

  4. La felicità è un invenzione della modernità estremamente sopravvalutata. Adoro questa canzone!

    • Esatto.
      La felicità non esiste oggettivamente, ma solo in funzione di quanto riusciamo a ricrearla nella nostra mente.
      Ed è sopravvalutata ASSAI. Immàginati felice; un giorno, due giorni, tre giorni, e poi la noia. O la ricerca di nuove sfide, quindi di nuovi problemi da risolvere.

      Un giorno felici e il resto a sbraitare contro il mondo. Il giorno da leone e cento da pecora.

      • Quando sono venuto a vivere qui, rinunciando a certe cose concrete ed altre potenziali, mi sono convinto della stessa cosa.
        Sono contento di non avere tutto, per poterlo apprezzare.

        La “e” tra il leone e la pecora è geniale…

    • In effetti perseguo la ricerca della serenità molto più pervicacemente. Che poi in realtà mi piaceva solo usare quella parola…

  5. “figlio illegittimo di una sarda con il Maestro Yoda”… ti adoro 😄
    Mi piacciono i post con canzone. “Hit the road, Jack” suona come una frase da film, tipo “It’s all over, Sally”. Pensare alla felicità mi fa sempre venire in mente quando giocavo coi lego da piccola (fanculo le barbie!) passavo ore a costruire qualcosa, sempre più eccitata man mano che la mia creazione prendeva forma, ma poi quando finivo ci giocavo sì e no 5 minuti. Mi annoiavo. Allora distruggevo tutto e cominciavo a costruire qualcos’altro.

    • “Vivere soltanto in funzione di una meta futura è sciocco. E’ sui fianchi delle montagne e non sulla cima, che si sviluppa la vita.

      Ma evidentemente senza la cima non si possono avere i fianchi. E’ la cima che determina i fianchi.”

      e cosi noi saliamo…

      Pirsig, Leopardi … “ne sapevano a pacchi” come direbbe un qualsiasi fine critico letterario.

      • E’ che la felicità non è una condizione stabile. E’ come un orgasmo.
        Poi vabbè, loro che erano fighetti facevano l’esempio della montagna ma il concetto è quello 😛

      • L’orgasmo sarebbe la cima e i fianchi il movimento… oddio ora mi mandi in crisi, mi sto facendo film non propriamente da oratorio e i miei valori si stanno destabilizzando…

        Per fortuna pero’ Leopardi era un fighetto, sarebbe stato deprimente leggersi un “Silvia, rimembri ancor… silvia… :Q … OOOHhhhh. Silviaaaahhh … OOOOOooohhhhh “

      • Pervertito! Io al massimo ho immaginato Dante e Beatrice (grazie alla celeberrima frase apocrifa “Se apri le gambe ti faccio felice”), ma non Giacomo e Silvia! 😀

  6. Hahahaha tutti con il 10 in italiano poi! Comunque vedi, alla fine tutto rimanda alla metafora dello scopacani.

  7. E invece a me leggere quelle due striminzite righe sulla felicita mi ha davvero illuminato. Sarà perche trasudava serenità o forse che stamattina mi ci voleva proprio.
    Grazie

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