Non appartengo a questo tempo

Ma io appartengo a questo tempo?
Penso a Hendrix, ai colori degli anni 70. Alle lotte sbagliate di chi lotta perchè deve farlo, perchè ce l’ha nel sangue anche se sa di esagerare. Ad un tempo in cui le bandiere contano, in cui i loro colori indicano qualcosa, bello o brutto, buono o cattivo a seconda dei punti di vista. Agli Schieramenti, alla Partecipazione, al dibattito. Alle sensazioni viscerali che una discussione puo’ suscitare. A quando ero ragazzino e pensavo che mi sarebbe piaciuto nascere a S.Francisco nel 1950.
Penso all’individualismo di oggi di cui faccio parte, come Richard Bach scappato dai rapporti, dandomi una scrollata di alcuni fili restati su solo per convenzione, a costo di allentarne altri a cui tengo molto, che si sono fatti delicati e preda dei temporali delle emozioni e degli egoismi che di volta in volta scateniamo. In cui i partiti si “tifano”, come le squadre.
In cui oggi si dice una cosa e non tra un anno, non domani, ma di nuovo oggi stesso la si nega. Penso al primo libro “da grandi” che ho letto, cosi a memoria mi ricordo una storia di fantascienza che si intitolava “voi cosa avreste fatto?” e a due cose che mi ha lasciato sin da piccolo.
Primo, l’immagine di una società di alieni che in quanto evoluta aveva teso naturalmente verso “il bene”. Perchè? Perchè erano evoluti, che domande cretine.
Secondo, come in Matrix anni dopo, mi aveva letteralmente stordito l’idea che una cosa potesse succedere all’insaputa di tutti ed esistere anche se per tutti la vita andava avanti come sempre. A 10 anni pensavo che in quello stesso momento potevano esserci persone “addotte” dagli alieni. A 20 anni pensavo che, in teoria, avremmo potuto essere dentro Matrix, perchè proprio come noi si sentivano i protagonisti. Ma nessuno mi ha mai offerto le due pillole. (A 30 per fortuna non sono finito cosi male e provo un misto di ilarità e compassione per le testimonianze di adduzione).
Penso a tutte queste realtà, a Leibnitz che mi pare dicesse che viviamo nel migliore dei mondi possibili, e qualcosa non mi torna.
Sono felice ma un po’ timoroso del futuro, come tutti quelli che hanno preso mazzate presumo… mi rendo conto che forse più che pensare al Mondo, per essere felici in questo mare di sterco dovremmo cominciare a coltivare il nostro fazzoletto di mondo, e seminare per il futuro.

Ma alla fine allora mi chiedo, in realtà forse non appartengo a questo mondo?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: