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Posted in La Ricerca del Relativo, Libri, Racconti, Vento ... with tags , , , on 17 Maggio 2013 by jackilnero

Vi è mai capitato di svegliarvi di notte e non riuscire più a prendere sonno, nonostante tutti i tentativi?

Da ragazzo in questo modo passai il mio periodo più prolifico come produzione musicale. Testi e musica. O meglio stralci di uno e l’altra. Mi svegliavo, magari alle due, mi alzavo e prendevo la chitarra. Si, avevo la camera molto lontana dai miei. E comunque pizzicavo appena le corde, giusto per sapere se quello che mi ero sognato suonava giusto. In genere era cosi, ed era una cosa elettrizzante, anche perché non ho mai studiato musica e sono tutt’ora iniorante come una capra.

Mi segnavo qualcosa sul quadernino, e poi riuscivo a prendere sonno.
Oggi che sono un vecchio ragazzo, mi capita con le storie. Alcune le appunto qui, altre su foglietti che poi non ho voglia di trascrivere. Le libero e posso tornare a dormire. Forse.

Sono storie di paure e ossessioni, epifanie o intuizioni. Quelle piccole cose che, non so voi, ma io mi segno sui libri, per ritrovarle magari dopo anni. Una frase di tutto un libro. Una decina, se il libro è davvero bello. Di più, è pura arte.
Ecco, credo che le intuizioni siano le cose che cerco nei libri. Quando lo Scrittore si stacca un attimo dalla storia e riflette su un particolare che quasi per caso è fluito dalle sue dita.
Un racconto parte e ruota intorno a quello. Puo’ essere molto bello o insignificante.

Se poi sei davvero un Maestro, puoi scriverci un libro intero, ma non è cosi comune.

O almeno, io la penso così.

Buongiorno