Archive for the Società Category

Libertà

Posted in facebook, Società with tags , , , on 6 dicembre 2012 by jackilnero

Mi sono cancellato da facebook.

Li per li mi è sembrato strano, in realtà è una liberazione che attendevo da molto tempo. Perchè ? Ci sono mille motivi per cancellarsi , secondo me meno per restare. Ma soprattutto , direi che dipende.

Per i miei canoni troppe stupidaggini, troppe volgarità, troppe inutilità dette con una mancanza completa di sensibilità che non è mia: si finisce spesso per parlare ad una platea di “amici” senza volto, più semplicemente per riproporre cose brillanti già dette da qualcun altro, magari sperare che un qualche tipo di appello abbia un senso, tra bufale e stronzate.

il mio tempo è troppo prezioso.

E, spocchiosamente, rientro nella categoria della battuta “Puoi risentire gente che non sentivi da anni ! E ci sarà stato un motivo….”

Li per li ho pensato “peccato, con qualcuno effettivamente avevo un rapporto bello e strano” ad esempio lontanissimi amici persi per strada. Ma ho realizzato che se un rapporto effettivamente non sopravvive alla pigrizia di prendere una cazzo di cornetta ( so che ne esistono sempre meno, ma è narrativamente più onorevole di “un cell”), non perdiamo poi molto. E quelle volte che ho avuto la volontà di telefonare a persone che non sentivo da secoli , il “Pronto?” da solo è valso qualsiasi richiesta di amicizia spedita senza nemmeno una presentazione.

Facebook non aiuta a ricucire rapporti, non aiuta a stare in contatto. Uccide e rende superficiale la natura umana. Che poi è quello che tutti cercano forse, anzi ammetto che certe cose sono perfette per un rapporto del genere.

Lungi da me demonizzare il mezzo pero’. Il mezzo è potente, è intelligente ed efficace. Siamo noi che facciamo schifo.

Che bello tornare un po’ pecora nera, mi stavo addormentando …

PS: se cq pensava si trattasse di un post sull’omonimo libro che mi ha consigliato ci sarà rimasta male? Pero’ posso dire che l’ho finito tempo fa … ed è stato veramente stupendo. Come avevo chiesto, un libro che facesse godere solo per come era scritto. Sic.

colori in autogrill

Posted in La Ricerca del Relativo, Società, Vento ... with tags , on 6 novembre 2012 by jackilnero

Una pioggia bastarda, un freddo umido ancora peggio.

Entro in autogrill bagnato come gli altri, e alla vetrata dietro il bancone mi accorgo che come gli altri sembro un po grigio e triste. In alto di lato c’è un foglio ingiallito A4 che dice in bianco e nero, con poca convinzione: ” Qui serviamo il caffè in 30 secondi”. A partire da quando?
Faccio lo scontrino, no non voglio un gratta&vinci, no nemmeno il menù. No nemmeno il caffè figo, mi fai uno stupidissimo caffè da uneuro?grazie.
La ragazza che serve incarna la parola “graziosa”. Non è bella, ma la tipica ragazza dei cui difetti potrei innamorarmi: l’angolo asimmetrico agli angoli delle labbra, gli occhi un po grandi che non vorresti vedere piangere, ma sai che prima o poi ti toccherà. Mora, ovviamente. Chissà come sarebbe vederla sorridere.
“un caffè”.
” ..sì .. ‘azie… “.1 .. 2.. 3..
Mi accorgo che non esisto come persona, sono solo uno scontrino per lei, e infatti guarda quello e lo strappa come se gli rimproverasse di averne combinata un’altra delle sue.10..11..12..
Altri avventori-scontrini si avvicinano al bancone con la bocca piena e alcune briciole sul cappotto. Come mi accadeva da ragazzo mi sento astrarre dal corpo, guardo la scena da fuori. In mezzo a tutte quelle scatole, caramelle, persone-scontrini non vedo alcun colore, solo grigio e nebbia, rumori attutiti e le macchine che rombano lontano. 33..34..35..
Torno in me mentre le guardo il sedere, poi si gira e mi posa la tazzina davanti, ben oltre il 40esimo secondo.
“Trenta esatti!” dico.
Lei mi guarda per un secondo, non capisce poi con l’intenzione ed il pensiero si gira verso il pretenzioso avviso in bianco e nero ma capisce prima di arrivarci con gli occhi.
Arrossisce e sorride, ed ecco li il mondo riacquista i colori soliti, mentre lei balbetta un “beh dai meno male..” e qualcos’altro, mi guarda e arrossisce di più. Stavolta sono io che non sorrido, la guardo curioso di vedere l’effetto delle frasi, l’inserire una relazione dove prima non c’era nulla.
Si avvia sculettando generosamente verso gli altri clienti, questa volta sorridendo alle persone e strappando distrattamente lo scontrino che resta li, giurerei un po’ offeso.
Al mio ciao si gira di nuovo e mi sorride, augurandomi buon viaggio.
E riparto.

la religione fa male

Posted in Religione, Società with tags , on 15 giugno 2012 by jackilnero

Non affrontero’ il discorso se fa male a volte, o sempre , o se a volte fa bene, ognuno ha le sue idee e, per colpa dei fetenti vari bruciati, costretti all’abiura, lapidati o torturati, al giorno d’oggi ci troviamo in un mondo dove le libertà sono un pelo più estese di quanto gli Uomini autoproclamatisi portatori di una qualsiasi voce divina vorrebbero.

Comunque… che in Italia la religione arrivi ad interferire con le leggi e la libertà degli altri lo trovo sempre più insopportabile.

Puo’ darsi sia una riflessione sempliciotta e superficiale, ma ne stavo giusto parlando con Dio e nemmeno lui sapeva chiarirmi la cosa…

 

 

Anarchia

Posted in Politica, Società, Uncategorized on 1 giugno 2012 by jackilnero

Provenendo dalla culla dell’Anarchia non ho potuto fare a meno di non restare colpito da queste bellissime parole.

non c’è responsabilità senza scelta, non c’è scelta senza libertà e non c’è libertà dove esiste imposizione

da Metilparaben

cosi, un appunto di viaggio prima di partire 🙂

Hai hai haiti…

Posted in Disgusto, Mondo, Società on 10 aprile 2012 by jackilnero

Hai voglia a passare per stronzo cinico quando dicevi che la gente li c’era sempre morta e a nessuno gliene sbatteva nulla Ma, occavolo, c’era appena stato un disastro sismico , famiglie senza tetto e via cosi.
“Si, ma li il tetto non l’hanno mai avuto, e povertà e AIDS, e tutto il peggio che puoi pensare… ”
“Ma poverini!”

Poverini un cazzo.
E l’esclamazione ovviamente non è riferita a quella povera gente dei quali non possiamo nemmeno immaginare l’inferno di una giornata. E’ proprio riferito al commento.
Commento di chi “haiti evoca racconti di pirati” , di chi i tunisini sono bastardi che devono tornare a casa loro. In sostanza, di chi vuole bene ad Haiti solo perchè gli Haitiani sono lontani e non sbarcano a Lampedusa.

Ah si , eccola qui Haiti. Ve la ricordavate? Io no.

Toni che mi piacciono. Persone

Posted in omosessualità, ottimismo, Società on 27 marzo 2012 by jackilnero

Nient’altro.

Nessuna isteria. Nessuna depravazione. Nessuna accusa.

Non so perchè ma mi da sempre un brivido leggerla. Anzi, so perchè.

Posted in Anonymous, Mondo, Società on 21 febbraio 2012 by jackilnero

We are Anonymous
We are Legion
We do not forget
We do not forgive
United as 1. Divided by 0
EXPECT US!

Perchè Napster aveva ragione

Posted in Proposte, Società, Tecnologia, Uncategorized with tags , , on 23 gennaio 2012 by jackilnero

Un bell’articolo del Post sul copyright
Me lo segno

Un Matto

Posted in La Valle, Matti, Personale, Società on 4 gennaio 2012 by jackilnero

Il mio paesino ha il tipo svitato (ogni paesino che si rispetti ne ha uno). Parla lo stretto dialetto della valle con la voce identica a Paperino, il che lo rende abbastanza difficile da capire.
Ti osserva truce ogni volta che passi fino a che arrivi lontano e non parla molto. Se lo saluti gracida “‘gnaèo”. I bambini ne hanno paura generalmente, tranne i più audaci che in gruppo lo prendono in giro salvo tenersene poi a debita distanza quando sono soli.

Ieri era in vena di chiacchere e visto che quel che mi urlava dall’altra parte del prato non era comprensibile per me povero italiota, ha pazientemente aspettato che giungessi fino da lui per farmi un poco probabile discorso sugli alberi che sfioravano i balconi delle case ( o almeno io ho capito cosi). Poi mi ha mostrato con un sorrisino il cellulare e mi ha chiesto se sapevo modificargli la modalità silenziosa. Già da lontano lo sfondo del cellulare mi aveva acceso un campanello ma non avevo capito bene.
Guardandolo da vicino, ho notato che era proprio una ragazza ammiccante intenta in qualche pratica pornografica ma poi sono passato ai vari menu per risolvergli il problema.

Mentre spippolavo (termine tecnicissimo per indicare il diteggiamente casuale sui tasti) il primo pensiero è stato “Ah si, bravo, come a scuola fa finta di niente e mi mette la foto davanti per vedere come reagisco”. Ero a metà tra il perplesso ed il divertito, da lui non me l’aspettavo e l’idea che potesse mostrare pornografia o peggio ai bambini non mi rassicurava. D’altra parte al momento era ben sotto il mio livello di scandalo.

Il secondo pensiero è stato “come ha fatto a cercarsi e mettersi uno sfondo simile se non è nemmeno capace di cambiare la suoneria?”. E allora ho pensato alla società selvaggia del posto di lavoro, dove il più debole viene spintonato, emarginato, sbeffeggiato e nei casi migliori è oggetto di bonaria goliardìa.

Allora ho avuto un lampo, l’immagine dei suoi colleghi (lavora con gli stradini) che gli giocano qualche scherzo e gli mettono questi sfondi che lui non sa togliere. E mi sono sentito un po’ di merda. Non tantissimo, ma un po’ si.

In conclusione forse non sapro’ mai come è andata, ma è stato un altro vivissimo esempio dei meccanismi che scattano quando siamo colti di sorpresa, quando le convenzioni sociali vengono meno e l’unica cosa che ci rimane è l’istinto. E come spesso la spiegazione si possa cercare più a fondo.

Non mi sono piaciuto, ma è andata un po’ meglio dell’altra volta (ne scrivero’ forse in futuro).

Sempre sull’ipocrisia di satira

Posted in Disgusto, Satira, Società, Tivvù on 28 ottobre 2011 by jackilnero

Bellissimo articolo http://www.dirittodicritica.com/2011/10/26/spinoza-e-nonciclopedia-ironia-su-sic-e-la-rete-si-indigna/

Ma soprattutto il finale, che esprime quel che ho dentro questi giorni e vorrei urlare in faccia a chi non capisce:

“Il “dolore”, quello vero, non è quello rappresentato dall’attacco iracondo, da momentanee foto di profilo su Facebook o da approvazioni con un tasto sinistro del mouse. È quello di un padre che ha seguito il calvario del figlio dal primo istante, o di una ragazza appoggiata piangente alla parete di un garage. Il tutto ripreso cinicamente dalle telecamere, con i mass-media che ricreano costantemente negli appositi spazi reportage fotografici che vanno dalle lacrime dei suddetti ad una bara calata giù dall’aereo.

Un ultimo insulto? Domandare a Valentino Rossi se “pensa al ritiro”: neanche il tempo di scendere da un surreale volo partito dalla Malesia, dopo aver travolto (senza colpa alcuna) un amico poche ore prima.”

Tutti ad indignarsi e a seguire le varie trasmissioni spietate. Fate schifo. Ma veramente.