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colori in autogrill

Posted in La Ricerca del Relativo, Società, Vento ... with tags , on 6 novembre 2012 by jackilnero

Una pioggia bastarda, un freddo umido ancora peggio.

Entro in autogrill bagnato come gli altri, e alla vetrata dietro il bancone mi accorgo che come gli altri sembro un po grigio e triste. In alto di lato c’è un foglio ingiallito A4 che dice in bianco e nero, con poca convinzione: ” Qui serviamo il caffè in 30 secondi”. A partire da quando?
Faccio lo scontrino, no non voglio un gratta&vinci, no nemmeno il menù. No nemmeno il caffè figo, mi fai uno stupidissimo caffè da uneuro?grazie.
La ragazza che serve incarna la parola “graziosa”. Non è bella, ma la tipica ragazza dei cui difetti potrei innamorarmi: l’angolo asimmetrico agli angoli delle labbra, gli occhi un po grandi che non vorresti vedere piangere, ma sai che prima o poi ti toccherà. Mora, ovviamente. Chissà come sarebbe vederla sorridere.
“un caffè”.
” ..sì .. ‘azie… “.1 .. 2.. 3..
Mi accorgo che non esisto come persona, sono solo uno scontrino per lei, e infatti guarda quello e lo strappa come se gli rimproverasse di averne combinata un’altra delle sue.10..11..12..
Altri avventori-scontrini si avvicinano al bancone con la bocca piena e alcune briciole sul cappotto. Come mi accadeva da ragazzo mi sento astrarre dal corpo, guardo la scena da fuori. In mezzo a tutte quelle scatole, caramelle, persone-scontrini non vedo alcun colore, solo grigio e nebbia, rumori attutiti e le macchine che rombano lontano. 33..34..35..
Torno in me mentre le guardo il sedere, poi si gira e mi posa la tazzina davanti, ben oltre il 40esimo secondo.
“Trenta esatti!” dico.
Lei mi guarda per un secondo, non capisce poi con l’intenzione ed il pensiero si gira verso il pretenzioso avviso in bianco e nero ma capisce prima di arrivarci con gli occhi.
Arrossisce e sorride, ed ecco li il mondo riacquista i colori soliti, mentre lei balbetta un “beh dai meno male..” e qualcos’altro, mi guarda e arrossisce di più. Stavolta sono io che non sorrido, la guardo curioso di vedere l’effetto delle frasi, l’inserire una relazione dove prima non c’era nulla.
Si avvia sculettando generosamente verso gli altri clienti, questa volta sorridendo alle persone e strappando distrattamente lo scontrino che resta li, giurerei un po’ offeso.
Al mio ciao si gira di nuovo e mi sorride, augurandomi buon viaggio.
E riparto.