Archive for the ichi-go ichi-e Category

Il pubblico di “Into the wild”

Posted in destra, Film, ichi-go ichi-e, sinistra, Società on 25 agosto 2014 by jackilnero

Giuro su mio zio morto che sto cercando le foto del matrimonio .. nel frammentre un quesito ogni tanto mi coglie:

Il pubblico di “Into the wild” si spacca in due (A e B) , e poi una metà di nuovo in due (non ci sono spoiler, potete leggere anche se non avete visto il film):

La prima divisione è tra (A) chi non capisce proprio il senso del film (E’ noioso, non succede niente, lui è un cretino, è insulso) e (B) chi lo adora e ne resta fortemente colpito (E’ pazzesco , è intenso, profondo, vero).

La seconda divisione riguarda il gruppo B, ed è tra chi adora, ama e piange per il portagonista, sentendolo fratello , e chi lo considera un cretino, un superficiale, un egoista, un viziato.

Ecco, al di la della seconda divisione, in una mia piccolissima mini-statistica mi chiedo: è davveramente vero che il gruppo B possa corrispondere indicativamente ad un gruppo di persone tendenzialmente di sinistra, con velleità artistiche di qualche tipo, un pò più introspettivo mentre il gruppo A sia indicativamente composto da persone un pò più di destra, più pragmatiche e meno suscettibili a drammi interiori (leggasi anche segamentalismo).

Non è una questione di giudizio, amo e odio persone di entrambi i gruppi … solo curiosità. Se qualcuno lo ha visto o conosce gente che lo ha visto mi dice se ha avuto gli stessi riscontri?

 

una vita in salita

Posted in ichi-go ichi-e, La Ricerca del Relativo, La Valle, montagna with tags , , on 22 settembre 2013 by jackilnero

Certi giorni hanno una luce magica, ti predispone al pensare.

L’ho incontrato di nuovo, coi suoi pantaloni che fanno molto secolo scorso e probabilmente lo sono, il maglione anche quando il sole è tiepido, le sue gambe e il suo bastone, il suo incedere lento e costante, la testa che guarda basso, la bocca chissà cosa mormora.
buongiorno, buongiorno, il tempo, la fatica, il sole, il vento, la salute e speriamo sia un inverno mite, buongiorno,arrivederci.

E via , io giù che ritorno, lui in su che va, come chissà quante altre centinaia di volte. E alla prima curva, si scorge piccola la panchina dove si riposerà un pò, prima di tornare giù anche lui. La panchina dove non molti anni fa è morto il suo amico Beppe, dopo una vita in salita, come lui, tra il lavoro, il freddo della montagna e le sue stagioni così belle.

 

Peccato, troppo tardi

Posted in ichi-go ichi-e, La Ricerca del Relativo, Personale, Uncategorized, Vento ... with tags , on 28 dicembre 2012 by jackilnero

>>Colonna sonora: “Bye Bye, Bombay” – Afterhours

Lui era seduto al banco a prendere il solito caffè schifoso, come negli ultimi 3 anni circa. Immerso nei suoi pensieri notava appena quando entrava qualcuno e pensava a come organizzare la giornata e i prossimi appuntamenti

“Oh signorino, pensieroso oggi?”
Shirley lo guardava divertita col suo solito mezzo sorriso e quell’orecchino al posto sbagliato, proprio alla fine di quel sorriso. Non si chiamava Shirley, ma quei suoi boccoli biondi le avevano trovato il soprannome prima che lui sentisse (non le chiedesse) il suo vero nome mentre la chiamava un cliente. Non era forse bella, ma aveva qualcosa. Anzi, Qualcosa. Qualcosa che ti faceva girare. E lui si stava accorgendo solo negli ultimi tempi che per quel Qualcosa si era costretto a bere tra i 1500 e i 2000 caffè dal gusto orrendo. Ma l’avrebbe capito con certezza di li a poco.
“Come al solito. Mica vado in giro a sculettare e farmi fischiare dietro da tutti , io!”
“scemo … comunque dura ancora poco!”
“cosa che sculetti? oramai l’età…”
“ma tu non stai mai serio?”
“potendo, mai”
Era vero. Era un po’ autodifesa, un po’ voglia di tirare fuori i sorrisi ed i colori alle persone, un po’ il suo cuore di bambino quando non pensava al lavoro o alle grane. E sin da piccolo tutti gli dicevano che ispirava tranquillità. Non aveva mai capito come fosse possibile…
“bhe, comunque me ne vado. Mi trasferiscono.”

>>Ecco, qui comincia il giro di basso della canzone… da ascoltare al massimo volume consentito … che ti prende alla pancia, il posto dove solitamente alberga l’energia, o la paura.

Lui sente che gli è diventata la pelle grigia. Pensa per un attimo di fingersi indifferente e rispondere con un distaccato “ah davvero?” , ma senza energia gli esce un rantolo ancora più disinteressato. Lei ci resta male e si morde l’orecchino. Cosa che, se l’orecchino fosse al suo posto normale come suggerisce il nome, sarebbe notevole. Invece accentua la delusione dei suoi occhi verdi, assumendo quasi la temibile posa del “labbrino mogio”.

>>”Io … non … tremo … è solo un po’ di me che se ne va”

All’improvviso non c’è più tempo, è troppo tardi. Lei se ne va, e lui non le ha mai raccontato di aver cercato casa sua per capitarci casualmente a passeggio ma di non averla trovata sotto la pioggia, di quanto facessero schifo quei caffè, della copertina del cd dei dEUS che le aveva lasciato sul bancone. Ichi-go ichi-e, ogni incontro è irripetibile. Non ci sarà un’altro momento.

“ehhaii … euunaaa..”
“cosa?”
“no dhhicooo…. hai per caso un cellulare che magari , puoi darmi , se vuoi eh , ma non il cellulare , il numero .. cosi ci si sente, se ti va.. uscire… noi .. te… “
“Per caso”.
Cazzo “per caso” avrà un cellulare? e poi meno male che hai specificato “il numero”, se no ti dava direttamente il telefonino, mentecatto… e mentre lui vorrebbe sprofondare sotto lo sgabello , lei ride e scioglie il mondo in colori biondo ambrati, pensado che lui avesse fatto una delle solite battute.

“Ehi, e ci hai messo tre anni per chiedermelo??”

>>Esplode il finale di chitarre e cori

Racconto liberamente tratto da episodi di vita vissuta… tornati in mente recentemente al chiaro di una birra.