La maleducazione brillante del dottor House & co.

Ieri mi sono trovato semicostretto a seguire una puntata di Grey’sAnatomy. Non dico che non siano fatti bene, questi telefilm o come cavolo si chiamano oggi.
Sono stati costruiti ad arte per incollarti alla poltrona e lasciarti il vuoto dentro quando vedi i titoli finali. Una sottile droga psicologica.

Tempo fa avevo estesto questo ragionamento ai fumetti (DylanDog è morto per questo, imo) e ho realizzato che la differenza di qualità tra prodotti di questo tipo la facevano in larga parte i dialoghi.
Sferzanti, taglienti, sempre pronti.
Chi non ha mai sognato di rispondere brillantemente dopo una frazione di secondo ad un collega velenoso, di avere sempre in tasca quella sagacia altezzosa che stende l’interlocutore? Certo, a volte riesce e ce ne andiamo col sorriso della vittoria stampato in facce ebeti, ma almeno per me succede più spesso di ripensare all’ “avrei potuto dirgli…”.

Venendo al lato umano, meno di costume e più di sostanza, ho sentito durante la visione un crescente fastidio per l’atteggiamento dei personaggi. E non è come una volta , quando sedendomi vicino a mia nonna (che odiava essere disturbata, tra l’altro) cominciavo a chiedere “lui è cattivo? e lei ? loro sono buoni?”.
Proprio cosi.
La cosa buffa è che mia nonna sapeva sempre rispondere (prima di cacciarmi sbuffando), e bastava seguire un po i dialoghi per cogliere effettivamente i toni di voce aspri e arroganti o dolci e comprensivi. Buono e cattivo. Un’ipocrisia tremenda, per carità. Ma necessaria forse, come nelle favole. Principe e Drago. Lasciamo stare che è più bello capire il Drago.

Il fastidio insomma, nasceva dal fatto che tutti i personaggi, e non solo le carogne, usavano solo queste battute geniali, sempre al momento giusto, espresse con quella spietata ironia mista al cinismo che affascina tanto il pubblico.

E d’un tratto ho pensato a questi telefilm, e a quelli che guardano i ragazzini oggi il pomeriggio (li ho visti, dovendo supervisionare il contenuto delle trasmissioni che passano per casa).
E ho colto, o pensato di cogliere, uno dei tratti più significativi che mi infastidiscono nelle espressioni e negli atteggiamenti degli adolescenti di oggi: una maleducazione irrispettosa e infondata.

Irrispettosa ci sta. Tutti gli adolescenti sono irrispettosi di natura. Ma almeno una volta la sfrontatezza si basava su una sfida a qualcosa, non era uno strumento per sfoggiare una presunta superiorità intellettuale attraverso il copione cool di una fiction.

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