Apprezzare la musica. La Sonata

Sono un ignorante di musica classica. Non so veramente nulla. Ma mai mi sognerei di dire “che schifo sto pezzo“. Questa riflessione nasce dal fatto che spesso sento fare apprezzamenti sulla musica da persone che non ne capiscono nulla. Non è un reato, per carità. Il non capirne nulla intendo. Invece fare l’apprezzamento si, o almeno dovrebbe esserlo.

Ci sono pezzi che si prestano ad un ascolto facile e non ci vuole chissa cosa per formulare un giudizio. Purtroppo la musica di oggi offre spesso pezzi di caratura pessima, come riportavo qualche giorno fa. E, sempre purtroppo, dall’alto della mia comprovata superbia asserisco che questo non è educativo.

L’altro giorno in auto con una piccola peste di 12anni ascoltavo Manfred Mann’s Earth Band, gruppo semisconosciuto in Italia ma che, oltre a piacermi discretamente, mi ha enormemente colpito per la sua estrema capacità di evoluzione musicale. Ho provato a spiegarle che c’è un tempo per ogni musica, che alla sua età ascoltavo U2 e PinkFloyd ma non mi piaceva Hendrix. Ed ho provato a spiegarle che ascoltare la musica non è sempre e solo un passatempo. Si puo’ fare anche ad altri livelli, e diventa anche uno strumento per conoscere il mondo, per conoscere i nostri stati d’animo… Non credo di essere riuscito a trasmettere molto di quello che volevo, ma per gradi siamo arrivati ad amare Deandrè (ormai mi annoia quasi doverlo mettere ogni volta quando c’è lei) e ad appassionarci alla vita di Hurricane Carter grazie alla canzone di denuncia di Dylan (a qualcosa è servita dai).
In certi momenti vorrei avere una sfera di cristallo per vedere cosa rimarrà dei semini che abbiamo cercato di piantare oggi.

Richard Bach – Un ponte sull’eternità

La forma più comunemente usata per le grandi opere classiche è quella della sonata. Essa costituisce la base di quasi tutte le sinfonie e concerti. Consiste di tre sezioni principali: l’esposizione del tema o ouverture, in cui piccole idee, trovate, temi, pezzi e bocconi vengono proposti e presentati gli uno agli altri; segue lo sviluppo, in cui queste minuscole idee e piccoli motivi vengono esplorati appieno, espansi, passando spesso dal tono maggiore (felice) al minore (malinconico) e viceversa, e vengono sviluppati e intessuti insieme in modo più complesso finché si arriva alla fine alla ricapitolazione, in cui si ha una riaffermazione, una gloriosa espressione della piena ricca maturità cui le piccole idee iniziali sono pervenute mediante il processo di sviluppo.

questo pezzo, anche se decontestualizzato perchè nel libro è una metafora riferita alla vita, mi è piaciuto molto.

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2 Risposte to “Apprezzare la musica. La Sonata”

  1. La musica è molto più vicina alla vita di quanto si possa immaginare, anche un classico come Bach.

    • Proprio vero, e la distanza spesso è data dalla propria ignoranza. Che è un male, ma anche un bene, dato che il modo per avvicinarsi è nelle nostre mani

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